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Quando la dieta è parte della terapia

Nutrizione clinica nelle patologie

Piani alimentari costruiti a partire dalla diagnosi, dagli esami e dalla terapia in corso, in raccordo con il medico curante e con lo specialista che ti segue.

Durata
Percorso continuativo, con controlli programmati
Dove
In studio o in videochiamata
Per chi
Persone con patologie che richiedono un intervento nutrizionale
Tariffa
Prima visita € 90, controlli € 70

Che cos'è

In molte patologie croniche l'alimentazione non è un contorno del trattamento: è una parte della terapia, con effetti misurabili sugli esami e sulla qualità della vita. Nel diabete incide sul controllo glicemico, nell'insufficienza renale sulla progressione del danno, nelle dislipidemie sul profilo lipidico, nell'ipertensione sui valori pressori.

Il piano parte sempre dalla documentazione clinica: diagnosi, referti, esami recenti e terapia farmacologica. Il dietista non fa diagnosi e non modifica le prescrizioni del medico. Costruisce l'intervento nutrizionale che sostiene la terapia e lo adatta nel tempo in base ai controlli.

A chi si rivolge

  • Diabete di tipo 1 e di tipo 2, insulino resistenza, prediabete
  • Insufficienza renale cronica nei diversi stadi
  • Steatosi e altre patologie epatiche
  • Ipertensione e patologie cardiocircolatorie
  • Ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia
  • Disturbi gastrointestinali, reflusso, colon irritabile
  • Condizioni che richiedono il recupero dello stato nutrizionale

Come si svolge

  1. Lettura della documentazione clinica

    Diagnosi, referti specialistici, esami di laboratorio, terapia in corso. È il materiale su cui si costruisce tutto il resto.

  2. Valutazione dello stato nutrizionale

    Misurazioni antropometriche, valutazione delle abitudini alimentari e dell'apporto reale di nutrienti critici per la patologia.

  3. Piano alimentare mirato

    Il piano lavora sui parametri che contano per la tua condizione: distribuzione e qualità dei carboidrati, apporto proteico, sodio, potassio, fosforo, fibra e grassi, secondo il caso.

  4. Educazione alla lettura delle etichette

    Parte importante nelle patologie renali e cardiovascolari, dove il sodio e i fosfati aggiunti negli alimenti trasformati fanno la differenza.

  5. Controlli e raccordo con il medico

    Il piano viene rivisto agli esami di controllo e in caso di cambiamenti della terapia, mantenendo la comunicazione con il curante o lo specialista.

Come prepararsi

  • Porta la diagnosi e le relazioni degli specialisti che ti seguono
  • Porta gli esami di laboratorio più recenti e, se li hai, anche i precedenti
  • Porta l'elenco completo dei farmaci con dosaggi e orari di assunzione
  • Se esegui automonitoraggio glicemico o pressorio, porta il diario delle misurazioni
  • Segnala eventuali restrizioni già in atto e da chi ti sono state indicate

Domande frequenti

Il dietista sostituisce il medico specialista?

No, e non deve. Diagnosi, terapia farmacologica e monitoraggio clinico restano in capo al medico. L'intervento nutrizionale si affianca alla terapia e lavora sui parametri che l'alimentazione può modificare.

Serve l'impegnativa del medico?

Non è necessaria per accedere alla visita, ma la documentazione clinica sì. Senza referti ed esami un piano per una patologia cronica non si costruisce in modo corretto.

Con il diabete devo eliminare la pasta e il pane?

No. Nel diabete di tipo 2 conta molto di più come i carboidrati sono distribuiti nella giornata, con quali alimenti vengono associati e in quali quantità. L'eliminazione totale è raramente necessaria e quasi sempre insostenibile.

Nell'insufficienza renale la dieta cambia in base allo stadio?

Sì, in modo sostanziale. Apporto proteico, sodio, potassio e fosforo vanno calibrati sullo stadio, sugli esami e sull'eventuale trattamento dialitico, in accordo con il nefrologo.

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